venerdì 13 settembre 2019

ANIME NERE CON CUORI BIANCHI

GREEN BOOK (2018)
E' la storia vera di una amicizia tra  Tony Lip (pseudonimo di Frank Anthony Vallelonga), un buttafuori, grezzo, di origini italiane quindi in quanto emigrante vive e si comporta in America come un nero di anima e il suo capo, datore di lavoro occasionale, il famoso pianista  Don Shirley, un uomo nero che ha un talento per la musica classica quindi suona per i bianchi e è uno die primi pianisti neri di musica classica. Tony accompagna Shirley a fare un tour di concerti nel profondo sud degli Stati Uniti, il che vuol dire affrontare la mentalità razzista contro i neri. Il film è davvero bello, un intreccio tra pelle bianca e pelle nera, ma sentimenti grezzi quindi neri di Tony e i modi raffinati ed eleganti quindi bianchi di Shirley. Nell'anima quindi si scoprono che sono due neri di cuore e due bianchi di testa. Come il latte col caffè si unisono e formano un nuovo composto, un amicizia profonda, non saranno più gli stessi nè Tony nè Shirley. Tony pur grezzo sa vivere le cose essenziali con massima semplicità, mentre Shirley nella sua raffinatezza insegna a Tony il valore e la delicatezza delle emozioni più contrastanti.... perchè come ha imparato Tony: " Il mondo è pieno di gente sola che ha paura a fare il primo passo ".

domenica 8 settembre 2019

It Capitolo 1

It capitolo 1 (2017)

It è un personaggio dell'omonimo romanzo di Stephen King del 1986. Viene rappresentato come un essere mutaforma che abita le fogne della città di Derry nel Maine, cibandosi ciclicamente dei suoi abitanti assumendo forme evocative delle loro paure più grandi. Appare principalmente con le sembianze di Pennywise il Pagliaccio Ballerino, detto anche Bob Gray, per attirare i bambini, le sue prede predilette.
Perchè un pagliaccio? Questa figura ha subito un evoluzione nei secoli, prima era una figura carnevalesca adatta per far ridere gli adulti (il giullare nelle corti, il matto nelle commedie, il pagliaccio esisteva già ai tempi del Faraone 2500 anni a.C). In alcune culture, per esempio in Latino america, è un personaggio che diverte i bambini alle feste, al teatro, nel circo, no ha una connotazione negativa e tanto meno di horror. Infatti questo film a dir il vero non è Horror.  "quelli che amano il horror, perchè in fondo sono masochisti psichici, hanno bisogno di farsi del male interiormente con la paura e adorano il terrore come una forte emozione di alta tensione, una giostra mentale, non sanno che "questo film non fa paura" è un fatto del tutto anormale. Perchè? perchè la vera paura sarebbe scoprire la nostra stupidità, la nostra immaturità, anzi scoprire alcune realtà che sono davvero spaventose e con le quali conviviamo tutti i giorni: genitori castranti (come la madre di Eddie che lo rende ipocondriaco, fobico di ogni batterio e virus, maniaco della pulizia) genitori che ci umiliano ( come il padre poliziotto del bullo Henry Bowers a cui tratta con disprezzo ed è la fonte dell'ira e dell'odio del ragazzo) o genitori morbosi ( come il padre di Beverly che desidera stuprare la figlia accusandola ingiustamente di puttanella) oppure la madre assente dello stesso Bill e Georgie che nei fotogrammi prende le sembianze della stesso pagliaccio. Mike che deve imparare ad uccidere agnelli per vivere perchè orfano.... sono tutti bambini allo sbando. Questo è l'horror vero: la nostra mediocrità, la nostra mancanza di umanità, i sogni perduti della nostra infanzia, la mancanza di amore e di genitori che sappiamo farci crescere senza paura. Il pagliaccio è una figura che ride della nostra frustrazione, dei nostri limiti, questo a noi fa paura: l'infanzia perduta, l'infanzia non vissuta come avrebbe dovuto essere. It in inglese significa anche il verbo "eat" che si pronuncia lo stesso e vuol dire "mangiare" divorare. La paura cosa fa? ci divora.

Guardate come inizia il film e decodifichiamo i simboli: Bill crea per suo fratello una barchetta di carta (sono femmine) per giocare , simbolo dell'infanzia, che scorre lungo la corrente di una pioggia dove Georgie si diverte, ma la barchetta va a finire nel tombino: le fognature, il sottosuolo, simbolo del nostro inconscio dove abita proprio il mostro, la nostra ombra, le nostre pagliacciate, la nostra vergogna pronta ad ucciderci, a limitarci, a tagliarci le ali. Quel mostro si alimenta dei nostri sogni, aspirazioni, ideali (bambini che galleggiano per aria, morti). It è forte perchè siamo noi a dargli forza con la nostra paura. Infatti diventa impotente quando non lo temono, non ha più forza, l'immaginazione non gli dà potere. I mostri non ci sono nel buio ma nel nostro cervello, per quello i bambini capiscono che sono cose immaginarie, mentre la realtà è quella pi crudele da affrontare: le famiglie distrutte, il bullismo, la mancanza di amore ed amicizia, la società indifferente di fronte ala violenza.

Il club di ragazzini si chiama dei perdenti, appunti sono loro la preda facile, quelli che le famiglie hanno reso deboli, timidi, traumatizzati, sono ragazzini spezzati, ecco il simbolo del gesso che Eddie ha nel braccio rotto su cui è scritto in manera dispettosa "Loser" mentre lui lo converte in "Lover" perchè ritrovandosi in gruppo come una famiglia si sentono amati tra di loro: l'unione fa la forza.

mercoledì 4 settembre 2019

UN FILM SENZA FINE CON UNA FINALITÀ

DONNIE DARKO (2001)
Film fantasmagorico, basato sul libro "La Filosofia dei viaggi nel Tempo" di Roberta Sparrow che nel film viene rappresentata con la "Nonna Morte", un'anziana signora che passa le sue giornate in completa solitudine e facendo la spola tra la casa e una cassetta della posta, sempre vuota. Donnie tenta compassionevolmente di instaurare con lei un dialogo, ma Nonna Morte gli sussurrerà all'orecchio una macabra sentenza: "Ogni creatura sulla terra, quando muore, è sola". Donnie è un ragazzo disturbato, con precedenti di piromania, che nottetempo, in preda a misteriosi attacchi di sonnambulismo, abbandona la casa dei genitori per risvegliarsi allo sbaraglio.  L'esistenza della famiglia Darko viene sconvolta dalla caduta di un motore d'aereo precipitato direttamente nella camera di Donnie, ma lui non è nella sua stanza: dopo un episodio di sonnambulismo nel quale incontra un misterioso personaggio, si risveglia nel campo da golf di Middlesex. La sua popolarità come scampato alla morte lo rende non celebre ma eccentrico giacchè lui ci mette tanto del suo: ha visioni, parla con un coniglio (Frank, è un personaggio di favole nordiche semi-horror e viene utilizzato nella mitologia di Halloween) e questo coniglio lo spinge a commettere una serie di atti di vandalismo: allaga la scuola (ma questa è corrotta da clientelismo), da fuoco alla casa di un guru (che poi si rivela un pedofilo);  lo stesso coniglio lo chiamo fuori casa impedendoli di morire nell'incidente della casa schiacciata dal motore dell'aereo... che poi secondo le investigazioni, nessun aereo  ha mai riportato di aver perso un motore. Qui entra quindi in gioco il sogno di Donnie o le sue visioni schizofreniche con la realtà: La Verità sta sul fondo di un pozzo senza fondo!.
Donnie allora imparando a viaggiare nel tempo ha due possibilità: o salvare se stesso o salvare la fidanzata che viene uccisa in un incidente d'auto, come? tornando indietro nel tempo e uccidendo Frank, il ragazzo che la investe con la macchina, proprio colui era travestito di coniglio per la festa di Halloween. Frank quindi non è una visione, è il suo amico che tornando indietro nel tempo lo tormenta per averlo ucciso oppure e un "morto manipolato" come suggerisce il libro dei viaggio nel tempo, che aiuta Donnie a compiere le sue missioni. Qui le linee temporali si intrecciano, sembrano far lotta tra di loro. Donnie tornando indietro alla notte del 2 ottobre in cui Frank gli è apparso per la prima volta, non si scosta ed il motore d'aereo lo colpisce in pieno, uccidendolo. Però Gretchen, la sua fidanzata,  non lo ha mai conosciuto ed è salva. Resta il problema del motore dell'aereo, per di più sapendo dopo che su quell'aereo (senza motore) viaggiavano Rose e Samantha Darko, madre e sorella di Donnie.

lunedì 2 settembre 2019

WONDER

WONDER (2017)
La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto da R. J. Palacio e pubblicato nel 2012.
E' la storia di un bambino con una malformazione cranio facciale, che lo rende ovvio diverso dagli altri bambini che a scuola, nel loro branco sono chiamata ad omologare tutto e tutti, ed è qui che la singolarità  August "Auggie" Pullman tira fuori il peggio di chi ha altre deformità psicologiche come il bullismo, il razzismo, il disprezzo. Ma dietro un bullo si nasconde un genitore colpito, deformato interiormente, per cui il volto "bestiale" di Auggie non fa altro che di specchio a chi il mostro ce l'ha dentro. E' una semplice passi di comportamento psicologico  di compensazioni e traumi. Il film poi è ben intrecciato, un vero  collage di emozioni, malintesi, verità mai dette e mezze dette. Con molta dolcezza vengono mostrati i personaggi che girano intorno a questo piccolo essere speciale, il pianeta o mondo di Auggie, come satelliti: la madre che si è messa in ombra dietro la malattia del figlio, la sorella che viene eclissata ed trascurata; gli amici che si lasciano trascinare dal branco pur avendo buoni proposito ma senza carattere nè forza di volontà.... Insomma il film si presta davvero a molte riflessioni nella sua semplicità persino scontata di come si svolge alla fine il film.

WONDER

WONDER (2017)

- Se ti fissano, lasciali fissare. Se sei nato per emergere non puoi passare inosservato.

- Auggie non può cambiare il suo aspetto. Forse noi... possiamo cambiare il nostro sguardo.

- Forse la verità è che davvero non sono normale, forse se sapessimo quello che passano gli altri capiremo che nessuno è normale e che tutti meritano una standing ovation almeno una volta nella vita. Siate gentili perché tutti combattiamo una battaglia dura e se vuoi vedere davvero come sono fatte le persone non devi fare altro che guardare!

- Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile.

mercoledì 21 agosto 2019

QUANDO LA MAMMA TIRA FUORI LE PALLE

MAMME MOLTO CATTIVE (2016)
Una commedia scorrevole, divertente, sfiora la banalità ma lo fa in maniera intelligente cioè mette in mostra la banalità della vita fatta di superficialità, apparenze, protagonismo e soprattutto invidia tra donne ed ipocrisia: far vedere agli altri quello che non sei veramente e cioè una Cattiva mamma, invece in fondo le protagoniste dimostrano che l'unica cosa che hanno di cattive è la loro bontà sfruttata da mariti e figli. Poi arriva la goccia che fa traboccare il bicchiere e queste donne esaurite il bicchiere se lo bevono: mollano tutto come fanno gli uomini, bevono, fanno sesso, vedono i figli per quello che a volte o spesso sono: degli arroganti vampiri egoisti pretensiosi. Ma la mamma è mamma, non molla, il suo amore è gratuita infinita, pur riconoscendo la merda che posso diventare i figli, sanno affrontare la puzza e ripulirla, qui il genio del film, diventando un po "cattive" tirano fuori il meglio e il buono che c'è nei figli e nei mariti compresi. E' un film che mette a nudo la crudeltà della vita domestica e schiavizzanti di una mamma, annullata per il d'affarsi di tutti in famiglia.


ma il seguito ? BAD MONS 2 ..... sembrerebbe scontato vero?
la seconda parte ha un piccolo cambiamento, non si va avanti bensì indietro nel tempo, perchè il nocciolo della questione da rompere è l'origine materna delle protagoniste iniziali e cioè: le loro mamme, 3 prototipi di donne e madri diverse: una perfezionista che controlla la vita della figlia nei minimi particolari per salvaguardare le apparenze, l'altra una vedova nera con sindrome di mamma succhia sangue che vede la sua figlia come una eterna neonata da accudire e starle addosso come una seconda pelle fino a non lasciarla respirare, nel nome dell'amore ovviamente e l'ultima una madre indiferente menefreghista e all'occorrenza opportunista. Quindi 3 mamme davvero "cattive" che si riscattano come donne e come mamme entrando in conflitto con la vita delle loro figle, perchè non soltanto noi capiamo i nostri genitori quando a sua volta noi abbiamo dei figli,ma anche i genitori col tempo riescono finalmente a capire i loro figli nelle loro piccolezze. Una commedia esilarante, scorrevole, ambientata poi a Natale dove il contrasto tra amore ed antipatiche fa la differenza.

martedì 20 agosto 2019

Horror quando non fa pù paura la nostra ignoranza

It capitolo 1 (2017)

It è un personaggio dell'omonimo romanzo di Stephen King del 1986. Viene rappresentato come un essere mutaforma che abita le fogne della città di Derry nel Maine, cibandosi ciclicamente dei suoi abitanti assumendo forme evocative delle loro paure più grandi. Appare principalmente con le sembianze di Pennywise il Pagliaccio Ballerino, detto anche Bob Gray, per attirare i bambini, le sue prede predilette.
Perchè un pagliaccio? Questa figura ha subito un evoluzione nei secoli, prima era una figura carnevalesca adatta per far ridere gli adulti (il giullare nelle corti, il matto nelle commedie, il pagliaccio esisteva già ai tempi del Faraone 2500 anni a.C). In alcune culture, per esempio in Latino america, è un personaggio che diverte i bambini alle feste, al teatro, nel circo, no ha una connotazione negativa e tanto meno di horror. Infatti questo film a dir il vero non è Horror.  "quelli che amano il horror, perchè in fondo sono masochisti psichici, hanno bisogno di farsi del male interiormente con la paura e adorano il terrore come una forte emozione di alta tensione, una giostra mentale, non sanno che "questo film non fa paura" è un fatto del tutto anormale. Perchè? perchè la vera paura sarebbe scoprire la nostra stupidità, la nostra immaturità, anzi scoprire alcune realtà che sono davvero spaventose e con le quali conviviamo tutti i giorni: genitori castranti (come la madre di Eddie che lo rende ipocondriaco, fobico di ogni batterio e virus, maniaco della pulizia) genitori che ci umiliano ( come il padre poliziotto del bullo Henry Bowers a cui tratta con disprezzo ed è la fonte dell'ira e dell'odio del ragazzo) o genitori morbosi ( come il padre di Beverly che desidera stuprare la figlia accusandola ingiustamente di puttanella) oppure la madre assente dello stesso Bill e Georgie che nei fotogrammi prende le sembianze della stesso pagliaccio. Mike che deve imparare ad uccidere agnelli per vivere perchè orfano.... sono tutti bambini allo sbando. Questo è l'horror vero: la nostra mediocrità, la nostra mancanza di umanità, i sogni perduti della nostra infanzia, la mancanza di amore e di genitori che sappiamo farci crescere senza paura. Il pagliaccio è una figura che ride della nostra frustrazione, dei nostri limiti, questo a noi fa paura: l'infanzia perduta, l'infanzia non vissuta come avrebbe dovuto essere. It in inglese significa anche il verbo "eat" che si pronuncia lo stesso e vuol dire "mangiare" divorare. La paura cosa fa? ci divora. 
Guardate come inizia il film e decodifichiamo i simboli: Bill crea per suo fratello una barchetta di carta (sono femmine) per giocare , simbolo dell'infanzia, che scorre lungo la corrente di una pioggia dove Georgie si diverte, ma la barchetta va a finire nel tombino: le fognature, il sottosuolo, simbolo del nostro inconscio dove abita proprio il mostro, la nostra ombra, le nostre pagliacciate, la nostra vergogna pronta ad ucciderci, a limitarci, a tagliarci le ali. Quel mostro si alimenta dei nostri sogni, aspirazioni, ideali (bambini che galleggiano per aria, morti). It è forte perchè siamo noi a dargli forza con la nostra paura. Infatti diventa impotente quando non lo temono, non ha più forza, l'immaginazione non gli dà potere. I mostri non ci sono nel buio ma nel nostro cervello, per quello i bambini capiscono che sono cose immaginarie, mentre la realtà è quella pi crudele da affrontare: le famiglie distrutte, il bullismo, la mancanza di amore ed amicizia, la società indifferente di fronte ala violenza. 
Il club di ragazzini si chiama dei perdenti, appunti sono loro la preda facile, quelli che le famiglie hanno reso deboli, timidi, traumatizzati, sono ragazzini spezzati, ecco il simbolo del gesso che Eddie ha nel braccio rotto su cui è scritto in manera dispettosa "Loser" mentre lui lo converte in "Lover" perchè ritrovandosi in gruppo come una famiglia si sentono amati tra di loro: l'unione fa la forza.