Parla Con Lei


PARLA CON LEI
- "Parlare fa bene, donna, e parlare dei problemi è il primo passo per superarli."
- "Se c'è una cosa che rispetto, sono le fobie degli altri."
- "La fede? Accendo ancora candele per i santi, ma è molto difficile per me avere fede."

DUE FIGURE MASCHILI
Almodóvar mette in scena due esempi di mascolinità alternativi ed opposti anche se con molti punti in comune che fanno sì che tra Benigno e Marco si possa instaurare una profonda relazione di affetto. Marco e Benigno sembrano quasi due facce di una stessa medaglia ma contrarie: Benigno appare come l'uomo delicato che parla con una donna in coma ma poi la stupra, mentre Marco non parla con Lydia, anche lei in coma, ma capace di commuoversi di fronte ad un'opera iconica del teatrodanza di Pina Bausch, Café Müller, dove riesce a capire che l'amore con Lydia è finito. Marco intuisce in Benigno un uomo infantile ancora legato ad un amore materno morto mentre è lui, Benigno, che psicologicamente è in coma, perchè incarna una sola e unica idea di donna e di amore. Benigno invece vede in Marco l'uomo che lui avrebbe potuto essere, capace di agire e di vivere a pieno la vita.

DUE FIGURE FEMMINILI
Almodóvar mette in scena due esempi di femminilità alternativi e diversi. Le due donne sono in coma, è uno stato di silenzio, ma non è casualità. Il coma incarna il silenzio della donna nella sua incomprensione emotiva e sentimentale. Tutte e due le donna hanno subito un incidente, è la vita che le piega e le riduce al silenzio, allo stato vegetativo. Alicia subisce uno stupro e rappresenta la donna oggetto, la bambola dove l'uomo sfoga le sue nevrosi e i suoi bisogno fisiologici e psichici. Resta incinta ma quel bimbo nasce morto, è simbolo dell'amore che non nasce mai da un rapporto dove non c'è dialogo, dove uno prevale sull'altro. D'altra parte Lydia incarna un altro silenzio: quello di non dire al suo uomo, Marco, che lei ancora ama il suo ex. Il coma è quello della verità che non riesce a esprimersi. E qui dove la verità viene stuprata: Marco scopre che Lydia voleva lasciarlo la sera dell'incidente per tornare con il suo ex e amareggiato decide di ricominciare a girare il mondo scrivendo guide turistiche. Quindi, leggendo un giornale, scoprirà che Lydia è morta e che Benigno viene licenziato per aver violentato Alicia.

BENIGNO PARLA CON SE STESSO
Già il tutolo del film ci da un grande spunto di riflessione, perchè Benigno un infermiere generoso, diligente ed apparentemente perfetto, si prende cura di Alicia, (ex) ballerina, in coma, ma PARLA CON LEI come se fosse cosciente, le racconta tutto, vita quotidiana, pensieri, spettacoli. Questo atteggiamento che sembra di una delicatezza emotiva profonda e sensibile è il nocciolo della follia di Benigno: Lui non parlava con lei ma con se stesso attraverso il coma che lei subiva (lui non dialoga ma fa un monologo con se stesso). Questo "dialogo" di Benigno in cui Alicia è soltanto un mezzo inconscio, ci porta ad una domanda esistenziale sull'amore: spesso noi non amiamo l'altro ma amiamo se stessi attraverso l'altro, l'altro è uno strumento, un mezzo, un oggetto (spesso non si fa l'amore ma ci si masturba a vicenda con il corpo dell'altro) e di fatto Benigno finisce per seviziare ed stuprare Alicia, il suo dialogo era un modo di avere ed usurpare intimità per unirsi con se stesso (impossibile di avere questa intimità con una donna in coma, ma molti uomini non riesco a dialogare intimamente con una donna vera e cosciente). Anzi, in quel atto sessuale abusivo Benigno cerca una sua identità, per questo Benigno spiega alla collega di aver detto al padre di Alicia, che svolge la professione di psichiatra, di avere tendenze omosessuali, mentendo, e rivendicando per ognuno il diritto alle scelte sui propri orientamenti sessuali e di mantenerli per sé o di manifestarli a propria scelta. Alicia resta incinta (pur essendo in coma le sue funzioni riproduttive erano attive) e Benigno finisce in prigione. Benigno, in carcere, rimane all'oscuro del risveglio miracoloso dal coma di Alicia e della morte prematura del neonato, sicchè assumendo un cocktail di farmaci per entrare in coma come Alicia, l'intruglio gli risulta fatale e muore.

L'AMORE PLATONICO MATERNO
Benigno ha passato vent'anni ad accudire la madre malata, finché non è morta, con un amore e un’abnegazione tali da apparire quasi perversi, per poi sviluppare un amore platonico e ossessivo per Alicia, è come se avesse rivisto in vita la madre morta nel coma di Alicia. D'altra parte Benigno è un personaggio borderline, che ci mostra quanto può essere sottile il confine tra una peculiare normalità e la psicosi, si dichiara omosessuale ma stupra una donna, Alicia. Ovviamente un omosessuale non può essere giudicato sessualmente da una donna in coma per cui fare sesso con lei è il modo più inconscio di ritrovare l'unione materna senza essere giudicato nè moralmente (come stupratore) nè sessualmente (come eterosessuale). La ragione dello stupro la dobbiamo incontrare nel film che Benigno guarda la sera prima (quello in bianco e nero), ma lo lasciamo per l'ultimo post.

"Il cervello femminile è un mistero. E ancora di più in questo stato. Le donne devono essere prese in considerazione. Parlate con loro, fate qualcosa di premuroso per loro ogni tanto. Toccatele all'improvviso. Ricordate loro che esistono, che sono vive e che sono importanti per noi. Questa è l'unica terapia. Ve lo dico per esperienza."
"E che esperienza hai con le donne? Benigno, che esperienza hai con le donne?"
"Tutte. Ho vissuto con una per 20 anni, giorno e notte, e sto con questa da 4."

SI DICE TANTO E NON SI PARLA NIENTE
Parla con lei è il titolo che ci da un altro punto di vista analitico: mentre Benigno parla con Alicia in maniera fantasmagorica per cercare di trovare una ragione per unirse sessualmente alla madre attraverso la donna in coma, Marco invece non è riuscito a far sì che Lydia parlasse con lui e gli dicesse la verità. Il parlare tra Benigno e Alicia è romantico ma fittizio, il parlare tra Marco e Lydia è caotico e bugiardo. Il linguaggio e la parola hanno un ruolo importante nel messaggio del film: la parola sembra un filo rosso che punto dopo punto li lega per poi dividerli, il monologo di Benigno è uguale al fiume di parole che Marco riversa addosso a Lydia impedendole di esprimere in tempo la sua verità: l’amore ancora vivo per il suo ex; e chiudendosi infine con il silenzio. Spesso noi diciamo di tutto pur di non dire l'unica cosa che conta: la verità.

DUE OPERE DI TEATRODANZA
Café Müller (1978) è un'opera iconica del teatrodanza di Pina Bausch, ambientata in un caffè desolato pieno di sedie e tavoli, metafora della solitudine e dell'incomunicabilità. Caratterizzato da movimenti ripetitivi e rallentati, vede protagonisti personaggi che si muovono spesso a occhi chiusi, interpretando relazioni fragili e violente. Questa opera è la vita di Benigno.
Marco, ritornato in Spagna va a vivere nell'appartamento di Benigno, incontrando poi Alicia convalescente a uno spettacolo teatrale di Pina Bausch, Mazurca Fogo. Il caso (un balletto), vuole che Alicia e Marco si incontrino. Premesse e sguardi sono dolci e promettenti, ci saranno sviluppi. Alicia ovviamente non può riconoscerlo, pero Marco sa che nel coma di Alicia si nasconde il silenzio della morte della sua Lydia e le parole incantate di Benigno (non è neppure un caso che Marco vive nell'appartamento di Benigno Morto, ne prende il suo posto per darvi vita). "Mazurca Fogo" (1998) di Pina Bausch è un inno a Lisbona che esplora la gioia di vivere, ma nella sua danza si vedono una lunga fila di coppie che avanza con uno strano ritmo, sembrano burattini rotti, perché la vita è così, una danza piena di imprevisti e non possiamo fare altro che attraversarla, come se stessimo ballando, pur rischiando di apparire burattini rotti, che ripetono gesti meccanici, proprio come nelle coreografie di Pina Bausch Mazurca Fogo. Questa opera è la vita di Marco.

IL FILM DENTRO IL FILM
L'amante che si restringe (El Amante Menguante)
Una delle particolarità di pedro Aldomovar è quella di introdurre dei film dentro i suoi film. Infatti nel film Parla con Lei, Benigno mentre sta per fare un massaggio a Alicia che è in coma, la spoglia e si ricorda il film che ha visto la sera precedente. Come di consueto racconta a lei tutta la trama: Un film muto in bianco e nero, in cui un uomo, Alfredo, assume una pozione che lo rende uno gnomo piccolissimo. Sua moglie Amparo lo accetta così com'è, tanto che i due hanno persino un rapporto sessuale in una famosa scena in cui lui le entra letteralmente nella vagina mentre lei dorme (il coma del sonno) e resta dentro di lei per sempre. Da tenere presente che Amparo va a riscattare Alfredo dalla madre dove lui si era rifugiato credendo di non dare peso ai sensi di colpi di Amparo per non trovare l'antidoto per farlo tornare grande. Quindi Anche Benigno si sentiva nel bisogno di essere riscattato dalla madre e diventare grande attraverso Alicia (Amparo) entrando dentro di lei (lo stupro). Benigno si rivede in questo film, non è un caso che il sesso sia per l'uomo un modo di rientrare nel grembo della donna, un ritorno alle origini. E' qui dove Benigno ritrova il modo grotesco di ritornare al grembo psichico di sua madre ormai morta, stuprando Alicia in coma che è riflesso di sua madre. Il movente dello stupro non è la passione sessuale, è la compensazione psichica di incontrare la madre morta nel coma di Alicia. Una storia simile è presente nel libro di Charles Bukowski intitolato Storie di ordinaria follia.

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