LA CRUDELE REALTÀ

I MAORI NON ERANO COSI 

Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri (Once Were Warriors) è un film del 1994 diretto da Lee Tamahori ed interpretato da Rena Owen e Temuera Morrison. Il film, basato sull'omonimo romanzo di Alan Duff, denuncia, in maniera brutale e realistica, le condizioni di degrado di molte famiglie disagiate residenti nella periferia di Auckland, in Nuova Zelanda, la maggior parte delle quali di etnia māoriCome già accaduto per i nativi americani, o per gli aborigeni australiani, i protagonisti sono segnati da un destino di alcolismo e ghettizzazione, relegati in fatiscenti periferie, lasciati soli a incattivirsi e a sbranarsi l'un l'altro.

UN FILM CHE COLPISCE ALLO STOMACO
È il ritratto dello squallore di vite emarginate e precarie, distrutte dall’alcool e dalla violenza, senza valori, persino l'amore di lei per il suo uomo è una dipendenza assurda, quasi masochista. La famiglia protagonista è succube di un patriarca violento la cui grandezza è fare il bullo e fare spazio agli amici (once were warriors: una volta era un guerriero vero adesso è un bruto picchiatore e basta). Alcolizzato e senza lavoro fisso, ha sfornato cinque figli di cui non si cura minimamente, a stento si ricorda della loro esistenza e dei loro nomi. Il figlio maggiore trova la famiglia in una gang di delinquenti, il secondo va in riformatorio causa frequentazioni di ladri, altri due figli piccoli di cui la Sorella ne fa la tata, lei una ragazza d'oro, l'unica figura a risplendere di bontà dolcezza giudizio in tutto quel caos, lei l'unico fiori che cresce in mezzo a questo letamaio, ma cade nella violenza carnale dello zio e la fa precipitare nel suicidio. Allora solo la morte risveglia la madre e la spinge a disintossicarsi di quel uomo di quel amore assurdo e tornare con i figli rimasti nella tribù di origine, i maori. Il film sembra ambientato nei più bassi sobborghi di america, invece strano a dirsi è ambientato nella nuova Zelanda (dove questo degrado nella realtà non esiste, per me l'unica macchia del film). la finale poi come da aspettarsi l'apoteosi della caduta di un uomo che usa la violenza per nascondere solo debolezze umane.



RITAGLI DI UNA SOCIETÀ SPEZZATA


Ken Park è un film drammatico del 2002 di Larry Clark e di Edward LachmanIl film racconta la storia di tre ragazzi e una ragazza che vivono a Visalia, nello Stato della California. Una mattina il giovane Ken Park (vero nome di uno skater professionista degli anni ottanta) si reca a bordo della sua tavola da skate nello skatepark cittadino. Una volta sedutosi, il ragazzo estrae dallo zaino una telecamera, puntando l'obiettivo verso il suo viso. Mentre registra la scena, Ken estrae dallo zaino una pistola, con la quale, mentre sorride, si suicida sparandosi alla tempia. La sua morte viene utilizzata per impostare il resto del film, che segue le vicende di quattro altri ragazzi con cui Ken era solito uscire: Shawn, Claude, Peaches e Tate.

Un film emozionalmente macabro, amorale, reale fino alla crudeltà, ambiguo, lacerante, una visione diametralmente opposta tra i valori perduti della famiglia inesistente e i sogni giovanili infranti, abortiti già al suo nascere. 

Una bambina abbandonata alla tv i cui modelli di crescita sono i sedere nudi di ballerine è il riflesso di una madre assente, apparentemente con una famiglia perfetta, invece lei amante del fidanzato della figlia maggiore, Shawn, che vive il sesso a bruciapelo, da adulto pur minorenne: salti mortali emozionali che lo catapultano in un mondo dove gli adulti non sono cresciuti e i giovani ne fanno le veci. 

Claude, amante dello skate, vive in una baracca fatiscente in balia del padre alcolizzato che lo disprezza, definendolo poco virile; un padre la cui virilità è inutile, solo procreativo, un TUBO UMANO che mette incinta le donne e svuota direttamente nel cesso le birre che scolla (immagine davvero patetica: beve e piscia, la durata dell'azione rende l'uomo un oggetto, una tuberia, una cosa. Ma spesso chi accusa di effeminato gli altri ha un omosessualità latente, e di fatto in preda all'alcool cerca di dimostrare al figlio l'affetto mancato con l'unico modo che sa di amare un bruto: il sesso animale. Claude inorridito del padre che vuole abusare di lui, fugge di casa.

Peaches, orfana di madre, vive da sola con il padre: quest'ultimo, un individuo strambo, pieno di manie ed estremamente religioso: usa la morale come scusa per i suoi istinti pedofili ed incestuosi, costringendo con la fede e la paura mistica a portarsi la figlia al letto. Vede nella figlia la moglie morta ed uccide nella figlia l'anima di questa rendendola sua schiava sessuale. 

Tate, un ragazzo sadico e mentalmente instabile, vive con i nonni e un cane con tre zampe che lui ha chiamato Zampa. Pur ricevendo dai nonni affetto ed attenzione, lui li tratta come al cane a cui ha rotto la zampa: li uccide. E' uno squilibrato che per avere piacere deve farlo passare attraverso il dolore e l'ansia della morte (come dimostrato dal suo autoerotismo masturbatorio di asfissia), era logico che uccidesse chi più li rendeva piacere e alla fine anche se stesso.

Shawn, Claude e Peaches si incontrano e hanno un rapporto sessuale a tre, riprendendo il tutto senza problemi: questa scena è paradisiaca, bella, finalmente uno spruzzo di bellezza in tanta crudeltà. Loro sognano un posto dove essere liberi e felici, invece in quel momento lo erano senz'accorgersene. Sono giovani tra giovani, vivono le passioni fatte per loro, alla loro altezza emozionale, alla scoperta vera della propria identità e non quella degli altri adulti perduti. Negli altri rapporti sessuali loro si perdono in se stessi, qui invece si ritrovano se stessi. Questo giovani non credono a nulla perchè non hanno NULLA o Nessuno che li abbia dimostrato l'amore in cui credere.

Il film mostra infine la scena subito prima del suicidio di Ken Park: il ragazzo, che ha messo incinta la sua ragazza, sta seduto a parlarle e al suo suggerimento di abortire, la giovane chiede a Ken se rimpianga che sua madre non lo abbia abortito. Il ragazzo non risponde alla domanda e poco dopo si uccide... Uccidendosi risponde: non ho genitori, non sarò genitore. Una società dove si partorisce come animali, ma dove non si fa crescere l'anima, una società morente, zombi, artificiale.



Due coppie, la prima perfettina corretta modello ma proprio per quello ingessati, si vogliono bene ma il loro sembra un matrimonio senza sbocchi, soporifero e da vestaglia e ciabatte. La seconda l'opposto speculare, una coppia che a causa delle eccentricità di lui ha varcato i limite della trasgressione di lei affondando quindi nella perversione. "Ogni rapporto tra uomo e donna, anche se armonioso, ha in se il seme della farsa o della tragedia" (Oscar). Le due coppie si affrontano si incontrano e si scontrano in modi e modalità diverse. La crisi della coppia vista da angolature diverse, coppie che hanno in mano la soluzione e la fanno diventare un problema altrui, coppie che giocano ormai con le passione altrui quando non ne hanno di proprie, coppie che si tengono insieme per la forza dell'inerzia più che per fedeltà, una sopravvivenza che ha del fascino perchè assurda e quindi invitante alle scoperte più curiose ed inverosimili. Sembrerebbe un film superficiale se non lo fosse in sé il caos che alberga col tempo la vita della coppia funzionale simbiotica e distruttiva solo se vista come chiusura di due orgogli e due egoismi asimmetrici.


LA PIENEZZA DELLA VACUITÀ
Un film tosto, credo anzi crudele. Se la famiglia è la società in miniatura si dimostra perchè il paese e la nazione è allo sbaraglio: il film ruota attorno alla vita dei ragazzi, specialmente 2 (Zazà e veleno), smarriti nella loro spensieratezza, dietro i quali non ci sono genitori portanti ma soltanto mamme infelici, incarnate nel personaggio di Annalisa, ninfa e Madonna dei capelli lucenti ma votata all'autodissoluzione: fattasi carne di piacere, di sesso anche per i ragazzini che voglio fare gli uomini soltanto con il loro pene (la scena della masturbazione di gruppo è squallida, le birichinate hanno il sapore dell'ironica, questa non è birichinata, è un azione che non sa di nulla, di grottesco semmai). Spose infelici perchè in preda a dei ragazzini che sognano futuri inesistenti: diventare calciatori quando sono i ragazzi strumenti illusorio di un finto allenatore. Per non parlare del declino culturale e qualunquismo politico che si intravvede soltanto alla tv.
Se volete approfondire la superficialità provinciale e rurale allora questo film fa per voi. Consigliato a rischio di depressione!.







QUANDO AMARE NON PRODUCE CHE ODIO
Un film sconcertante, al centro del dramma ci sono alcune tra le domande che più scuotono l'identità femminile: come gestire la responsabilità della maternità? come rinunciare senza rimorsi e rimpianti a se stessa, alla propria carriera, alla città che si ama per concepire un figlio che poi incarna questa morte di se stessa al punto tale di avere un figlio demone distruttivo? Quando l'amore non solo non basta ma sembra che dia i risultati opposti: la morte!. Un film che scava i meandri più labirintici della psiche umana.













IL LAVORO NOBILITA L'UOMO MA LO SCHIAVIZZA
NON AVERE LAVORO E' UMILIARLO ED UCCIDERLO
Tema del film sono la disoccupazione e il precariato giovanile. "le faremmo sapere" così si chiudono decine di porte dove lei non trova lavoro dopo una preparazione degna, ma indegno è il mondo del lavoro dove, prima devi spendere il meglio della tua vita per prepararti (intorno ai 25anni) e poi quando sei pronto per molte fabbriche sei già vecchio. I posti? occupati dai raccomandati non dai competenti. In un futuro incerto, costretti a vivere con i genitori, i problemi dell'amore non scampano la protagonista che però diventa un amore precario come il lavoro. Tuttavia, la deludente esperienza le insegnerà quali sono i veri valori e le cose importanti nella vita, compresa un'inaspettata storia d'amore.









I FILM DI ANIMAZIONE HANNO UN ANIMA AD OLTRANZA
Io sono amante dei simboli quindi degli archetipi e le fiabe, i manga hanno un anima che va oltre la realtà, come ogni cartone animato, questo in speciale è una storia particolare: in un mondo dove la scienza ha dei poteri di ricostruire il corpo, di memorizzare i tuoi ricordi, di farti risorgere in maniera industriale (l'uomo diventa un Dio costruttore più che creatore). Rune Balot, una giovane prostituta prima ridotta in schiavitù e poi uccisa dal perfido giocatore Shell. Questo se non fosse stata salvata da un investigatore privato e dal suo Œufcoque, un Universal Tool senziente. Ora Balot è un cyborg, e non le resta che cercare vendetta a caccia di Shell. Sembra però che le emozioni risorgano nei ricordi, come se qualcosa in noi non morisse mai, sia l'amore che l'odio, l'ennesimo tentativo di dare a un Robot un anima umana.




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