CONSIGLIATI


Il film documentario ripercorre i fatti relativi ad una vicenda realmente accaduta ad Altamura, grosso centro del barese famoso per il suo pane a denominazione di origine protetta.


Nel 2001 viene inaugurato il primo fast food McDonald's. Pochi mesi dopo, il panettiere Luca Di Gesù, con il fratello Giuseppe, apre poco lontano una piccola focacceria. Dopo appena un anno, il fast food è costretto a chiudere per mancanza di clientela, in parte causata dalla concorrenza della focacceria. Partendo da questo fatto, un giornalista si reca negli States per raccontarlo.


« La vera storia della focaccia che mangiò l'hamburger. »


Focaccia blues è un film documentario diretto da Nico Cirasola



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IL NOSTRO GEMELLO MAI NATO 



Come al solito vedo dietro questo Horror un meandro di simbolismi ed archetipi dell'inconscio, come ogni Horror che si RISPETTI. 
   Il mai nato è quella parte di noi (l'altro IO, il nostro sè nascosto, in questo caso il lato maschile di lei) che non venendo mai alla luce ci tormenta la vita, ci condiziona caratterialmente, ci fa vedere la realtà in maniera squilibrata.


Il mai nato (The Unborn) è un film del 2009 diretto da David S. Goyer.
Il film è un horror prodotto da Michael Bay e scritto dallo stesso Goyer, con protagonisti Odette Yustman e Gary Oldman.


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Paradiso amaro (The Descendants) è un film del 2011 diretto da Alexander Payne, con protagonista George Clooney.
Il film è basato sul romanzo di Kaui Hart Hemmings Eredi di un mondo sbagliato 
QUANDO LA FAMIGLIA DIVENTA IL TUO ESILIO
In questo film se possiamo scavare in profondità dentro la psicologia e i sentimenti di uomini comuni, troviamo un dramma comune: chi dedica il tempo al lavoro e perde di vista la famiglia, poi attraverso una tragedia famigliare (la moglie subisce un incidente che la porta al coma irreversibile) lui si ritrova con due figlie che non aveva finora viste nè curato nè prestato attenzione. Venne a conoscenza che la moglie nella sua solitudine aveva trovato un amante e il tutto diventa una tragedia di rancore. Una donna sul letto di morte che viene accusata insultata e diabolicamente PERDONATA per le sue debolezze ma a chi NESSUNO chiede perdono, come tante donne trascurate che finiscono per dimenticare se stesse e buttarsi nelle braccia di falsi amanti o sport estremi dove si perde la vita cercando un brivido ormai mancante di vita.

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Ant-Man è un film del 2015 diretto da Peyton Reed.
Basato sui due omonimi personaggi dei fumetti Marvel ComicsScott Lang e Hank Pym.
MERAVIGLIOSAMENTE IMPREVEDIBILE
Pensavi di poter fermare il futuro? inutile scavare nel tuo passato di ladro, è ora di diventare un eroe gigante: diventando una formica. “Se tutti avessero il potere di un dio, sarebbe il caos!”
Non è il classifico fantascientifico banale, la trama di fondo è affascinate: essere l'eroe delle proprie tragedie, superarsi, diventare l'eroe normale della propria figlia, avere il potere su tutto tranne sull'amore, la perdita della sposa, i personaggi si rispecchia gli uni negli altri, fino al punto di dirsi: "Perche hai scelto me?... vedevo in te me stesso. "E perchè mi hai escluso?" ... perchè ho incominciato a vedere troppo di me stesso". 




You&me ... è la storia vera (raccontata in prima persona dal gatto stesso, stupendo!) di un ragazzo che si trova alle prese con il suo futuro tutto da definire e l'incontro con un gatto smarrito tanto per dire, cioè il gatto vive, per il gatto non esiste lo smarrimento. E' allora quando il giovane ritrova se stesso nella naturalezza del gatto ed impara attraverso questo micio la grandezza del vivere semplicemente per il GUSTO e la GIOIA di vivere, supera il senso proprio di solitudine e smarrimento, quindi un film che potrebbe essere davvero noioso per chi non sa VIVERE, perchè non ci sono colpi di scena, né grandi effetti speciali, non ci sono brividi cose spettacolari, ma c'è la magia e la grande gioia di un'amicizia che solo un piccolo compagno che è se stesso può dare.

■ Titolo: Kimi to Boku (キミとボク)
■ Genere: Drammatico
■ Durata: 45 min.
■ Uscita: 14 Maggio 2011
■ Sceneggiatura: Kubota Takashi
■ Regia: Kubota Takashi
Tratto dall'anime flash "Kimi To Boku" di Yamagara Shigeto

LA STORIA DEL VIBRATORE!!! (Hysteria 2011)
Nell'epoca vittoriana, dove regna il galateo del pudore riguardo il tabù del sesso, ben sì sa che la repressione sessuale sfocia in rabbia violenza nevrosi (il sesso in quanto energia vitale e bisogno fisico e psicologico, se negato diventa una bomba caratteriale). All'inizio queste donne venivano curate con massaggi, masturbazioni vere e proprie, rese però lecite con il nome di cure cliniche. l’invenzione del vibratore ad opera del signor Joseph Mortimer Granville, il quale lo aveva pensato, in realtà, come strumento per la cura dei muscoli indolenziti in fisiatria, il tutto viene inquadrato dentro una commedia dove una donna (non isterica) che vuol far valere i suoi diritti di indipendenza coincide con le scoperte del dottore Mortimer Granville: le donne non sono malate, hanno bisogno soltanto di buon sesso e in mancanza di tale allora il "fai da te" elettronico!!!



UN HORROR BRUTTO DIETRO UNA BELLA DONNA?
a Megan Fox le è chiesto di bamboleggiare e sprizzare sensualità: lo fa, senza sforzo è la diatriba dimostra proprio che con le bambole gli uomini sanno soltanto giocare e poi cosa fa la bellezza ingannata di una donna? distruggere gli uomini. A riscatto c'è la sua amica (il brutto anatroccolo) che rimette in sesto la fiaba con la sua morale: bella dentro anche se non aggraziata come la cattiva bellona protagonista e vampiresca. Insomma un horror giovanile che sfiora nel superficiale, nello scontato, nel niente di nuovo, se non fosse per la rilettura psicologica e morale: incentrare la bellezza sul fisico divora l'anima!




Un libro che Daria Bignardi ha giudicato “pieno di una tensione che non si placa mai, come in certi amori che fanno male”. L'ambientazione in montagna con i suoi precipizi e la solitudine sono ideali per incarnare alcuni temi scottanti: i traumi infantili di un misogino che odia le donne in cui proietta l'abbandono della madre e lei una madre che mette a nudo un tabù di cui pochi parlano: la crisi del post partum, dove la donna si sente spaccata nella sua bellezza nella sua indipendenza nella sua sensualità. Lui ama in lei la donna che vuole abbandonare il figli ma per questo la odia e lei vede in lui l'uomo che non la giudica per questa sua disperazione materna smarrita. Sono due persone vuote che si inganno di colmarsi l'un l'altro... infatti il film finisce con una scena a mio avviso squallida: si trovano dopo lunghi anni per consumare un atto sessuale che sigilli il vuoto di cui si sono resi complice, rendendo anche quell'amplesso sessuale fortuito ambiguo maniacale e compensatorio, il tutto avvolto da un illusione di amore che amore non è.



Pomodori verdi fritti alla fermata del treno


Un film condito come una ricetta di cucina, gli ingredienti semplici e molto normali: la vita di 4 donne, ognuna con le sue particolarità e singolarità. Il perno centrale è la storia di amore (non rivelata nel film come nel libro) tra due donne desiderose di indipendenza e libertà, Ruth ed Idgie, un amore che nasce dalla morte di un altro loro amore: il fratello di Idgie ed amato di Ruth. La storia di questo amore, raccontata dopo tanti anni dalla anziani Ninny alla sua amica Evelyn, aiuta quest'ultima a ritrovarsi, a rivalutare il suo amore perso, a ricredersi nella sua identità di donna, a ricostruire su quell'amore passato e distrutto il suo presente senza futuro. La storia si intreccia in maniera molto semplice tra il giallo (non si sa chi sia l'assassino) la comedia (vita spensierata e ribelle di Idgie) e il dramma che le coinvolge a tutte e 4 dal passato al presente. Da precisare che  anche se non viene rivelato esplicitamente, il film lascia intendere che la signora Ninny non è altro che Idgie da anziana. Nel libro invece risulta chiaro che Ninny e Idgie siano due persone diverse.

La ricetta di cucina è un inno alla vita, le protagoniste si raccontano mentre mangiano, il bene e il male possono essere ben digeriti soltanto se sai il segreto: 
  • Il segreto è nella salsa. (Sipsey)
Donne como pomodori, non maturi ma verdi, perchè sembra che non hanno potuto dare il meglio di sè, ma fritte o come si sul dire cotte dalla vita, vengono buone, deliziose, uno spuntino di vita favoloso!!!
Ma il messaggio ancora più potente, appunto perchè latente, è l'amore lesbo tra le due protagoniste, amore che nel film, a differenza del libro, è molto velato e soltanto per gli intenditori, si sa che il registra in quella scena in cui Ruth ed Idgie in cucina si spalmano col cibo, è un chiaro riferimento ad un amplesso sessuale.
Il razzismo non è marginale, il messaggio del film è chiaro: sono i negri che animano la vita dei bianchi in quel piccolo paesino, in quanto apparentemente servi sono invece i salvatori (si pensi a chi è l'assassino e chi è colui che si disfa del cadavere, appunto di un bianco che non è altro che l'odio incarnato di quel razzismo maschilista, nel film rivolto invece alle donne).

MAUDIE
Un film che, come l'arte, non ammette le apparenze, per cui o siete degli amanti dei dettagli ed osservatori profondi della semplicità o siete fuori dal film che con la sua lentezza zen vi porterà ad annoiarvi, perchè il film è un susseguirsi di pennellate, un dipingersi di atti, azioni, sentimenti, attese, incontri, scontri, speranze....  La pellicola racconta la vita dell'artista canadese Maud Lewis, affetta di artrite deformate ma con una lucidità mentale e una finezza di anima che la portano a cogliere la realtà con una sensibilità fuori dal comune, ed è proprio questo ciò che manca al suo compagno, Everett Lewis è un uomo molto limitato nel saper esprimere le emozioni che lei coglie al volo e velocemente, in poche parole, lui è limitato dentro, burbero, scontroso, maschilista (artrite sentimentale e mentale) ma lei ha quello che manca a lui, mentre lui offre a lei la mobilità e quella stabilità economica che manca a lei, pur nella povertà diventano ricchi dentro, il loro piccolo mondo si apre persino ai mass-media e al mondo intero. Il film è una poesia dipinta con i colori dell'amore dentro la cornice insignificante del quotidiano. Lui è un uomo in bianco e Nero, solitario, da solo diventa grigio quindi impasticciato solo son se stesso, lei porta ordine e mille colori a quella casa sperduta dove il senso dipinge un incontro di ritrovo: la vita a colori, l'amore. Maudie non ha nulla, tranne una cosa sola: la felicità, ecco ciò che colpisce di cui nella sua vita, non ha nulla ma ha il senso del tutto, lei attraverso la finestra di casa vede l'universo, ecco perchè tutto il film e tutta la sua vita viene incorniciata proprio in questa sua frase: "Tutta la nostra vita è già incorniciata, guarda qui". 

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